Donuts Americani

Per la categorie ricette, oggi vi proponiamo le famosissime ciambelle americane, una vera e propria delizia!

I donuts (doughnuts) sono le famose ciambelle americane: morbidi e golosi dolcetti fritti coperti da coloratissime glasse.

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I donuts, resi celebri in Italia dalla famosa serie televisiva americana “The Simpson”, sono ormai un dolce diffuso in tutto il mondo e prepararli in casa è semplice e divertente.

vediamo gli ingredienti!

Farina 00, 250 gr
Farina manitoba, 250 gr
Lievito di birra 10-12 gr
Latte tiepido, 250 ml
Zucchero 70 g
Uova medie, 2
Burro ammorbidito, 75 gr
Vaniglia estratto, 1 cucchiaino (o semi di una bacca)
Sale 6 g
…PER LE GLASSE:
Acqua calda, q.b.
Coloranti alimentari rosa acceso, qualche goccia
Burro 20 g
Cioccolato fondente 50 gr
Zucchero a velo vanigliato 150 gr più 5 cucchiai per la glassa rosa

PER DECORARE

Olio di semi di arachide, q.b.Codetta di zucchero o di cioccolato, q.b.

PREPARAZIONE:

Per preparare i donuts iniziate sbriciolando il lievito di birra in una ciotolina  e aggiungendo un cucchiaino di zucchero preso dal quantitativo presente nella ricetta. Aggiungete poco latte tiepido  (preso dai 250 ml ) e mescolate per sciogliere il tutto. Versate i due tipi di farina nella tazza di una planetaria munita di foglia e aggiungete mano a mano il composto di lievito,il rimanente latte tiepido, le due uova medie a temperatura ambiente , lo zucchero, la vaniglia e il sale. Impastate il tutto a velocità moderata fino a che il composto non si staccherà dalle pareti della ciotola (circa 10-15 minuti). A questo punto sostituite la foglia con il gancio e unite il burro ammorbidito a piccoli pezzetti  e poco per volta per permettere all’impasto di inglobare bene il burro inserito prima di aggiungerne dell’altro. Impastate fino a d ottenere un composto liscio e omogeneo ,quindi spennellate una ciotola con il burro ammorbidito e versate al suo interno il composto ottenuto, coprite con pellicola trasparente e lasciate lievitare nel forno spento ma con la luce accesa per almeno due ore, fino a che l’impasto non avrà raddoppiato il suo volume . Trascorso il tempo indicato, versate l’impasto su di una spianatoia infarinata, lavoratelo quel che serve per ridurlo in una palla e poi stendetelo con un matterello fino ad ottenere uno spessore di 1 cm. Con un coppa pasta del diametro di cm 8 ricavate un cerchio di pasta che andrete a bucare nel centro con un altro coppa pasta del diametro di 3 cm. Ponete i donuts ottenuti su quadrati di carta forno aventi lato di cm 10 e adagiatele sopra delle teglie  che andrete a riporre nel forno spento con la luce accesa per l’ultima lievitazione, che dovrà durare almeno 40 minuti fino al raddoppiamento dello spessore dei donuts.I ritagli di impasto non potranno essere reimpastati perciò potrete ottenere delle mini ciambelle o friggere semplicemente i ritagli.
Nel frattempo preparate le tre glasse: versate il burro fuso nello zucchero a velo , quindi aggiungete tanta acqua calda quanta ne serva per ottenere un composto fluido. Quest’ultimo è ideale per ottenere una glassatura lucida e trasparente. Se volete ottenere anche dei donuts con glassa al cioccolato oppure con glassa rosa, dividete il composto in tre ciotole: una lasciatela al naturale, nella seconda aggiungete il cioccolato fuso  e nella terza unite il colorante rosa e circa 4/5 cucchiai di zucchero a velo in più.
Dovrete ottenere delle glasse lisce e cremose (se così non fosse, unite poca altra acqua calda per fluidificare, al contrario per addensare unite poco zucchero a velo alla volta fino al raggiungimento della consistenza desiderata).

Scaldate l’olio di arachide fino a 175° e friggetevi i donuts  rigirandoli fino a dorarli su entrambi i lati, poi scolateli dell’olio in eccesso  ponendoli su della carta assorbente da cucina. Quando i donuts saranno diventati tiepidi, immergete un lato nella glassa prescelta, poi poggiateli sopra un foglio di carta forno (sul lato non glassato) e cospargeteli con delle caramelline di zucchero colorate (codette o diavolini): lasciateli asciugare qualche minutO e poi…. gustateli! 🙂

fonti: giallo zafferano; http://ricette.giallozafferano.it/Donuts.html

Non vi è venuta fame? 😉 😛

Alla prossima!

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Pancakes ( 15 circa)

Oggi vedremo insieme come creare dei buonissimi Pancakes !!!

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Ingredienti:
2 uova
250 gr di farina
350 ml  di latte
40gr di burro
2 cucchiai di zucchero
1 bustina di lievito
Un pizzico di sale

Guarnizioni
Nutella
Miele
Sciroppo d’ acero.

Procedimento

La preparazione è estremamente facile!!, in una terrina unite tutti gli ingredienti assieme e  mescolate, fino ad arrivare ad avere un impasto denso. (nel caso l’impasto sia troppo liquido, aggiungete farina 🙂 ). Ora siete pronti per cucinare i vostri pancakes!!.

Per cuocere in modo corretto i pancakes, usate una padella antiaderente ( meglio una piastra antiaderente, non quella rigata però!) riscaldatela e aggiungete un po di olio o burro, i modo che l’impasto non si attacchi!. Fatto questo, cominciate a versare l’impasto nella piastra aiutandovi con un mestolo da minestra. dopo averlo versato aspettate che l ‘impasto cominci a fare le bollicine. A questo punto attendete che se ne formino ancora, e poi girate il pancake dall’altro lato. (Perchè il pancake sia cotto, deve avere un colore marroncino, vedi foto)

Procedete in questa maniera fino a finire l’impasto.

Tempo di preparazione: 15 min. circa
Tempo di cottura: 20 min. circa.    Fuoco medio-Basso

non scoraggiatevi se la prima volta non vengono perfetti! riprovateci!!

A chi interessase, qui di sotto la storia dei pancakes:

” È possibile che un dolce possa nascere nell’ Antica Grecia, arrivare nel Nord Europa e finire per diventare, millenni dopo, uno dei simboli della cucina del Nuovo Mondo? Se si parla di pancake sì, è possibile. Anzi diciamo piuttosto che, nel caso dei pancake tutto è possibile.

Queste frittelle soffici, che nell’immaginario di tutti non possono esistere senza una colata di sciroppo d’acero, vantano una storia millenaria e infinite varianti dal Vietnam all’Islanda, passando per i Paesi Bassi e gli Stati Uniti.

L’estrema semplicità della ricetta originaria – acqua e farina impastate insieme per fare delle focaccine – ha fatto sì che una forma estremamente primitiva di pancake esistesse già fin dalla preistoria anche se, naturalmente, si trattava di qualcosa di molto diverso da quelli che oggi siamo abituati a considerare come tali. Eppure, già nella Grecia del 500 a.C., Cratino e Magnete parlavano dei pancake nelle loro opere: a quel tempo si chiamavano teganites o tagenites, dal nome del tegame nel quale venivano cotti. Si trattava di focaccine dolci preparate con farina e olio di oliva, addolcite dal miele, arricchite dal formaggio e servite calde per colazione.

Dalle teganites ai pancake la strada è lunga quanto i secoli che la percorrono: nella Roma imperiale si consumavano comunemente le Alita Dolcia, fatte con farina, latte, uova e spezie – un cibo da ricchi o, almeno, riservato a coloro che potevano permettersi ingredienti tanto importanti. Ovviamente, in questa fase, non si parla di nessun tipo di agente lievitante: quello arriverà soltanto molto tempo dopo, portando a una netta differenziazione tra i pancake europei (più simili alle crêpe francesi) e quelli americani, che sono più spessi e soffici proprio perché preparati con il baking powder, il lievito chimico.

La parola “pancake” compare per la prima volta in un documento in lingua inglese redatto nel Quattrocento: eppure, dal Medioevo in poi, i pancake venivano preparati e mangiati in tutta Europa e nell’ odierna Russia in numerose varianti locali: in Germania, ad esempio, si parla ancora oggi di Kaiserschmarrn, una specie di pancake tagliato a pezzettini servito con granella di frutta secca, salsa alla frutta e spolverizzato con zucchero a velo.

Ma per capire la vera origine dei pancake americani – quelli impilati uno sopra all’ altro con lo sciroppo d’acero che stilla sul piatto – bisogna andare in Olanda, patria dei pannekoek e dei poffertjes. A dispetto del nome, sono proprio questi ultimi a somigliare di più ai pancake americani, anche se solitamente hanno un diametro più piccolo e vengono resi dolci dallo zucchero a velo, aggiunto dopo aver tolto queste “frittelline” dalla tipica padella sagomata.

Dopo la scoperta dell’America, chi si recava nel Nuovo mondo in cerca di fortuna portava con sé anche le proprie tradizioni culinarie: fu così che i pancake arrivarono negli Stati Uniti, dove crebbero in popolarità nel corso dei secoli. I pancake statunitensi prendono alcune caratteristiche dei poffertjes olandesi e alcune particolarità da quelli britannici o, per meglio dire, dagli scone scozzesi e ci aggiungono un tocco personale: il lievito. È a questo punto che la strada dei pancake si separa per sempre da quella di crêpe, waffle e gauffre e si guadagna una ricetta tutta sua.

Ricetta che, oggi, comprende ingredienti semplici ma nutrienti: latte, farina, uova, burro e zucchero, mescolati insieme fino a ottenere una pastella abbastanza liquida da essere versata in una padella posta su un fuoco vivace. I pancake vengono cotti prima da un lato e poi dall’altro, finché entrambe le “facce” non assumono il caratteristico colore bruno. Per quanto riguarda i “condimenti”, poi, c’è solo l’imbarazzo della scelta: miele o sciroppo d’acero, burro e banane a fettine, frutti di bosco e zucchero a velo. Qualsiasi cosa che vi faccia venire in mente l’idea di una colazione gustosa e abbondante va bene per i pancake, che però sono buoni anche senza nessun tipo di “aggiunta” un po’ come li mangiava la piccola Matilda nel film tratto dal romanzo per bambini di Roald Dahl.

Ma dire pancake non significa dire solo e soltanto colazione: perché è a loro che è associata la tradizione dello Shrove Tuesday, una vera e propria “gara” che si tiene, in quasi tutti i paesi anglosassoni, il Martedì Grasso.

Perché proprio in questo giorno? Secoli fa, alimenti “ricchi” come uova, burro e latte non potevano essere consumati nel periodo della Quaresima, considerato un tempo di digiuno e austerità, anche dal punto di vista alimentare. (sì, latte e uova erano beni di lusso, almeno per quanto riguarda il popolo minuto). Così, il giorno prima del Mercoledì delle Ceneri, ci si dava alla pazza gioia con un gran scorpacciata di pancake – esattamente come in Italia si mangiano le frittelle di Carnevale – in quello che viene appunto chiamato “Shrove Tuesday” (shrove deriva dall’inglese arcaico shrive, che significa confessare tutti i propri peccati).

La tradizione era tanto radicata che, per secoli, alle ragazze irlandesi veniva concesso il pomeriggio libero per cucinare i pancake e, quelle nubili e in età da marito avevano l’onore di ribaltare il primo pancake con il tipico gesto “della frittata”: riuscire a capovolgerlo senza rovinarlo voleva dire una cosa sola: che si sarebbe sposata entro l’anno. In Scozia, invece, si aggiungeva all’impasto un piccolo portafortuna: chi se lo ritrovava in bocca avrebbe trovato presto anche l’anima gemella. Tutti gli altri, invece, avrebbero avuto – e continuano ad avere giorno dopo giorno – il non trascurabile piacere di gustarsi una colazione a base di pancake, buona come un abbraccio.”

(Fonte: www.breakfast-reviews.net )